A Milano una marea di gente si è riversata su piazza Castello, largo Cairoli e Piazza Duomo, un grandissimo successo per un fine condivisibile e per cui oggi milioni di persone hanno combattuto (e si spera non smetteranno di farlo).
Oltre agli slogan "super partes" spiccavano nel capoluogo lombardo striscioni contro il premier Silvio Berlusconi come "Non vendiamo il corpo, liberiamoci del porco" oppure "Sono nipote di Obama, telefona all' ambasciata americana".
Secondo Antonio Di Pietro, leader dell' Italia dei Valori, questo corteo è stato solo un prologo di quello che succederà il 19 maggio con il secondo turno delle amministrative. Di Pietro ha inoltre aggiunto che il premier non è diverso da Mubarak, Gheddafi e Ben Ali, solo che lui è ridicolo.
Ridicola è anche la posizione smutandata (come recitava uno striscione di oggi) in cui Berlusconi ha lasciato l' Italia, penisola senza valori, un paese in cui la donna è vista come nudo oggetto di scambio sessuale.
Attendiamo con impazienza la dichiarazione con cui il Cavaliere dirà che è stata una manifestazione di comunisti e di pm che cercano ogni pretesto per buttarlo giù dal trono mentre lui ha fatto rialzare l' Italia.
Infatti ha fatto "rialzare" qualcosa a qualcuno ma non nel modo corretto.
In ogni caso ribadiamo l' appoggio incondizionato e senza limitazioni che diamo alle donne scese in piazza, alle cittadine che hanno finalmente fatto sentire la loro voce e che ogni giorno fanno di tutto per emergere nel paese europeo con la maggior disoccupazione femminile dopo Malta.
Per Wit, il giornalino del Marconi
Matteo Sacchi
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