Come già evidenziato nel precedente articolo, il nostro Liceo ha effettuato un gemellaggio con una scuola africana della Guinea Bissau e sta intraprendendo dei progetti per aiutare le persone bisognose.
Una realtà così distante, però, è spesso ignorata e di sicuro non molti conosceranno la storia travagliata di questo piccolo paese, situato sulle coste dell’immenso continente nero.
La Guinea Bissau dal 1235 al 1645 ha fatto parte del grande Impero del Mali , che governò (nel momento di massimo splendore) su 50 milioni di abitanti, caduta poi nelle mani dei Portoghesi, è divenuta uno dei tanti territori per il prelevamento di schiavi.
Solo dopo 330 anni di dominazione portoghese, la Guinea Bissau ha ottenuto l’indipendenza; si è contraddistinta dalla vicina Guinea solo per il nome aggiunto della capitale, ma non si è sottratta al destino di molti altri stati africani.
Sono seguiti e continuano tuttora anni d’instabilità politica mentre si combattono guerriglie e si avvicendano brevi governi autoritari che si contendono il controllo di uno staterello. Naturalmente la democrazia è solo di facciata, poiché il governo è gestito dall’unico partito del paese (il PAIGC) o è vittima di frequenti colpi di stato dell’esercito.
Inoltre i partner economici del paese, Cina e Russia, sfruttano la situazione instabile per poter vendere le proprie armi alle varie milizie, aggravando notevolmente la situazione.
Il quadro non è quindi dei più rassicuranti, ma per poter comprendere maggiormente ciò che accade quotidianamente, è giusto fare dei confronti con il nostro Paese.
Iniziamo subito dalla disoccupazione, che raggiunge i tragici vertici del 45% , mentre nel nostro paese raggiunge “solo” l’8,4%, ricordando che stiamo parlando di 1.345.479 abitanti.
Tuttavia se si riesce a rientrare in quel 55% di “fortunati”, l’aspettativa è una paga media di 35 euro mensili, dovendo fare i conti con una natalità che è pari al 49,6% ogni 1000 abitanti.
Insomma, pochi soldi, per poche persone, le quali devono mantenerne troppe.
I fatti e i dati sopra riportati,quindi,fanno molto riflettere sull’importanza di una risposta positiva alla richiesta di un piccolo contributo da parte di ognuno di noi.
Scott Ward, 3^D
*tutti i dati sono presenti sui cartelloni affissi all’interno della scuola o reperibili su wikipedia.it
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