venerdì 28 gennaio 2011

IL VIZIO DELLE TELEFONATE IN DIRETTA COLPISCE ANCHE MASI, il direttore della Rai contesta la puntata di ieri di "Annozero"

Eccoci di nuovo a parlare di informazione corretta e senza omissioni e/o camuffamenti; ieri nella puntata di Annozero si stava parlando (tanto per dare una sferzata di novità) del caso Ruby.
Infatti nell'anteprima del programma erano state riportate alcune intercettazioni inerenti al caso ed era stata presentata la contenutistica della puntata che stava per cominciare; al rientro in studio subito la telefonata di Mauro Masi (direttore generale Rai) che dichiarava di dissociarsi insieme all'azienda dal tipo di trasmissione in onda.
Il clima si è fatto subito teso con un Santoro che, con il suo carattere non molto pacato e gentile, ha iniziato ad incalzare il suo direttore dicendo che se la trasmissione non rispettava le regole aveva la responsabilità di chiuderla.
Dopo una accesa discussione tra i due Masi è costretto a salutare e lasciare libero Santoro che ha condotto regolarmente tutta la puntata con ospiti di tutti gli schieramenti politici e si è parlato civilmente fino alle 23.
Ora pare giusto fare una considerazione: se il direttore dell' unica televisione pubblica italiana chiama in trasmissione per scoraggiare la pubblicazione di intercettazioni, l' ascolto di testimoni e la discussione di un tema che potrebbe essere infamante per un esponente del governo, ci chiediamo cosa sia legittimo trasmettere sul piccolo schermo a parte culetti di ventenni sgambettanti nei varietà.
Infatti non si può impedire alle televisioni di informare i cittadini come meglio credono e di conseguenza non si può filtrare l' informazione eliminando discorsi scomodi.
Italia dei Valori dichiara che Masi è un pallido imitatore di Berlusconi e che ha già fatto troppi danni all' azienda che dirige. Il PD invece definisce la telefonata come <di stampo golpista> e sostiene che milioni di telespettatori hanno constatato l' inadeguatezza dei vertici Rai che si sono ridotti a fare telefonate di stampo minaccioso.
Sta a voi pensare quello che volete, ma non è possibile che succedano queste cose nella televisione pubblica.

Matteo Sacchi

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